Ieri sera a Otto e Mezzo, la trasmissione condotta da Giuliano Ferrara, si e' discusso dei recenti atti di violenza giovanile avvenuti in una scuola di Torino. Partendo da fatti di cronoca analoghi piu' o meno recenti, si e' cercato di analizzare il fenomeno e le sue cause. I vari ospiti della trasmissione (politici, psicologi, giornalisti e conduttori televisivi) hanno espresso le loro opinioni in merito e anche io vorrei condividere qualche osservazione personale.
Prima di tutto, il fenomeno del bullismo (a scuola, per strada, ecc...) non e' assolutamente recente ed esisteva anche quando i miei genitori andavano ancora alle elementari. Questa semplice e importante osservazione mi permette di affermare con abbastanza sicurezza che i fenomini di bullismo o violenga giovanile non sono un prodotto della societa' moderna intesa come societa' dei consumi, di mancanza di valori, ecc...
Molte persone (specialmente alcuni politici) sono affascinate dall'idea che i le cause dei mali della societa' moderna siano da ricercare nella societa' stessa (appunto consumistica e priva di valori) e che cambiando la societa' si puo' cambiare l'uomo. Questa idea e' solo parzialmente vera, e purtroppo l'abitudine a incolpare la societa' (i telefonini, la televisione commerciale, l'interesse personale) ha raggiunto il paradosso.
Quando la popolazione italiana era piu' povera (negli anni quaranta e cinquanta) si tendeva a cercare nella poverta' e nella miseria le cause dei comportamenti violenti. Oggi che tutti abbiamo il telefonino e i pantaloni alla moda si incolpa il consumismo. E' palese quindi che sia la poverta' che la ricchezza non possono essere la causa prima della violenza tra i giovani.
Si potrebbe contestare queste conclusioni sostenendo che il fenomeno del bullismo e' oggi piu' frequente di quanto non fosse cinquant'anni fa. A questo rispondo che quello che oggi manca quasi completamente sono i provvedimenti disciplinari. Tanto per fare un esempio, quando i nostri genitori andavano alle elementari si poteva essere cacciati PER SEMPRE da qualsiasi scuola italiana per atti di violenza come quelli avvenuti a Torino. Oggi una cosa del genere e' assolutamente impensabile per la maggioranza delle persone, e i risultati sono appunto sotto i nostri occhi.
Esistono bambini istintivamente piu' violenti di altri e bambini istintivamente piu' tranquilli, e non per colpa della societa'. Il vero problema e' la cattiva educazione. Il senso civico e il rispetto reciproco non sono comportamenti innati e non si possono auto-apprendere, devono essere insegnati.
Sono necessarie delle opportune dosi di disciplina e autorita' per insegnarli ai bambini e questo raramente viene fatto. Secondo me sono due le cause principali di questa mancanza.
In passato (e ancora oggi) si e' andati dicendo che bisognava contestare l'autorita' (dei genitori, della scuola, del governo) in nome delle liberta' personali, in nome della Democrazia. E' abbastanza frequente che una corrente di pensiero venga col tempo esasperata ed estremizzata e risultati del modo di pensare indicato poco prima sono visibili a tutti, tanto e' vero che durante la trasmissione di ieri sera qualcuno ha sostenuto, piu' o meno direttamente, la necessita' di una scuola piu' democratica. Ma cosa significa!? La democrazia non c'entra assolutamente nulla in questo caso. Il rispetto reciproco ci deve essere anche nelle scuole dei paesi dov'e' in vigore la monarchia o nei villaggi tribali. La Democrazia e' un mezzo, non un fine e non puo' essere idealizzata come il sistema migliore in assoluto, applicabile in tutti i casi. Democrazia significa che tutti esprimono la propria opinione alla pari.
Una persona che conosco che lavora coi bambini si e' sentita dire: "non puoi sgridarmi altrimenti ti denuncio!". Esattamente l'estremizzazione del modo di pensare che ho indicato. Chi mai avra' insegnato ad un bambino delle elementari una frase del genere? I genitori probabilmente.
Oggi c'e' poi la tendenza da parte dei genitori a comportarsi come "amici" dei propri figli. Questo comportamento non solo e' sbagliato, ma addirrittura vigliacco. Assumere un atteggiamento paritario e' piu' facile perche' significa non assumersi la responsabilita' di dire "NO". Il genitore non deve essere l'amico dei propri figli, ma l'esempio da seguire. Un esempio giusto e con molto buon senso, ma comunque un esempio.
In Francia qualcuno ha proposto una legge che prevede la revoca di sussidi e finanziamenti alle famiglie i cui ragazzi compiono atti vandalici o violenti. E' lo stesso principio di una multa molto salata e io sono abbastanza d'accordo con questa idea perche', anche se e' triste ammeterlo, ormai sembra che per obbligare la gente (i genitori) a fare il proprio dovere (banalmente dire ai figli di non fare casini), sia necessario andare a toccar loro il portafoglio.
Ho cercato l'amore perche' nell'unione
amorosa ho scorto, per una mistica miniatura,
la prefigurazione del Paradiso,
nel modo in cui santi e poeti l'hanno immaginato.
E sebbene cio' possa sembrare troppo
bello per la natura umana,
questo e' quello che, alla fine, ho trovato.
[Bertrand Russell]
Da un po' di tempo mi intrattengo la sera tardi leggendo alcuni libri di Bertrand Russell. Non voglio tediarvi con discorsi di filosofia o politica, ma segnalarvi che tra le varie cose ho trovato questa riflessione dell'autore sull'Amore. Questo breve estratto potrebbe benissimo essere scambiato per una poesia, ma in realta' si tratta di un pensiero dell'autore sugli scopi della sua vita.