cronaca | Diego Billi's Blog
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Nome: Diego Billi
Ho 25 anni e sono laureato in Informatica presso l'Universita' di Bologna, dove vivo. Informatica a parte, nel tempo libero mi interesso anche di libri, fotografia e fotoritocco.

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mercoledì, 30 maggio 2007

Google ecologico... ma vaffanc.*#&@(!!!

Dunque, Google ed ecologia. Vi chiederete in che modo queste due cose siano connesse tra loro. Ebbene, la risposta e'  Blackle.com

Se andate su sito notere sicuramente un dettaglio. E' completamente nero. La seconda cosa che noterete e' che il sito e' di fatto una copia in Nero e Bianco di Google. A tutti gli effetti e' un'interfaccia Nera per Google.

Ora arriviamo al punto. Questo sito e' ecologico. E' ecologico perche' e' nero. Sugli schermi LCD i pixel neri consumano meno corrente. Hanno stimato che il risparmio energetico ottenuto si aggiri intorno al 20%. In pratica consumiamo meno risorse per fare le stesse ricerche con Google.

Bella cazzata direte voi. Quelli di Google devono aver pensato "e'  una cazzata fantastica" visto che hanno comprato il sito dall'autore per circa 2,5 milioni di dollari.

...

...

MA VAFFANCUA)(*$)@(*$)(@*)$(*@)$(@*)$(*@)$(*@)$(*@$)(*@$)(*!!!!! E io che ho pure perso tempo a studiare informatica!
postato da: diegobilli alle ore 21:30 | link | commenti (2)
categorie: cronaca, vari, rosiko
mercoledì, 23 maggio 2007

Mucche inquinanti e spazio vitale

Ovviamente nel mondo succedono tante cose interessanti ogni giorno, ma questo non e' il sito dell'Ansa, quindi mi limito a segnalarvi che:

Le mucche inquinano!  Secondo la ricerca “Livestock’s long shadow” , condotta da Henning Steinfeld,  l’industria della carne genera circa il 18% delle emissioni di gas serra mondiali, persino più dei mezzi di trasporto (13,5%). Il bestiame richiede moltissima terra, occupando il 26 per cento dei territori non coperti dai ghiacci. Entro il 2050, arriveremo al raddoppio della domanda di carne nel mondo. Molte di queste emissioni che concorrono in modo devastante all'effetto serra derivano dal protossido di azoto del letame e dal metano, cioè, per meglio dire, dalla digestione del bovino.
Riassumento, il bestiame occupa spazio vitale ("Ci serve spazio vitale" disse un tale nel 1938! ), e non solo puzza, ma inquina pure con le sue esalazioni intestinali.

L'articolo completo lo trovate QUI. Ora veniamo al mio commento su questo "particolare" problema. Approfitto di questa notizia per replicare ad una tesi che lessi un po' di tempo fa.

Cosa dovremmo fare esattamente?
Da oggi basta? Non alleviamo piu' animali? Dobbiamo forse mangiare solo vegetali come vorrebbero alcuni sostenitori della dieta vegetariana? Forse cosi'saremo un po' piu' anemici, ma avremo un po' piu' di spazio per qualche milione di persone in piu'?

Questa tesi mi sembra senza capo ne coda. Se anche smettessimo di allevare bestiame e ci dedicassimo all'agricoltura, utilizzando in questo modo i campi per coltivare frutta e verdura (e anche ammettendo che una dieta completamente vegetariana sia veramente salutare come qualcuno sostiene), quante persone in piu' potrebbero vivere sul nostro pianeta nel 2050? Un milione? Un miliardo? E quando avremo raggiunto questo risultato cosa faremo quando nascera'  un bambino in piu'? Cavolo! Ci servira' altro spazio!!!
Comincieremo forse a prosciugare il mare perche'  i pesci e il mare occupano spazio (molto spazio aggiugerei) ?

Questa tesi parte dal principio sbagliato che ci debba per forza essere posto per tutti e avere risorse per tutti. Noi umani siamo esseri evoluti e ci siamo emancipati dallo stato di natura, ma non possiamo dimenticarci che ci troviamo all'interno di un ambiente di estensione limitata chiamato Terra. Prima o poi, anche facendo delle rinunce (e su questo potremmo anche discutere), dovremo comunque arrenderci all'evidenza: siamo troppi.

postato da: diegobilli alle ore 20:20 | link | commenti (1)
categorie: cronaca, polemica
martedì, 02 gennaio 2007

Etiopia/Somalia: pacifisti, dove siete?

Apro l'anno con una piccola polemica personale. Recentemente (per modo di dire) la situazione in Somalia e' diventata piuttosto bollente: scontri tra Corti Islamiche e Signori della Guerra, l'Etiopia che invade la Somalia, ecc... La situazione e' relativamente complicata, ma non scrivo questo messaggio con lo scopo di analizzare il problema.
Quello che voglio fare e' rivolgermi ai "pacifisti" e chiedere dove sono gli striscioni color arcobaleno e le manifestazioni di piazza. Forse qualcuno si ricordera' delle DUE manifestazioni (Milano e Roma) lo scorso novembre per la pace in Palestina. Quel giorno di striscioni se ne sono visti tanti:

tratta dal sito de Il Corriere della Sera

Questa foto ritrae un corteo di una delle due manifestazioni. Pacifisti di allora, dove siete finiti? Primo Mistero: perche' manifestare per la Palestina (o Irak o Afganistan) ma non per la Somalia? Questo mi ricorda le parole del mio prof. di Inglese: "verso ottobre/novembre i ragazzi si accorgono che c'e' un gran male nel mondo e decidono di occupare le scuole, ma verso dicembre preferiscono pensare alle vacanze e non frega piu' niente a nessuno". Novembre deve essere davvero un mese magico. In questo caso e' la stessa storia: a quanto pare per molti i sentimenti pacifisti  non sono altro che una bandiera colorata: da esporre alla finestra quando e' nuova e serve allo scopo, ma che si lascia sbiadire all'aria quando il carnevale e' finito.
Secondo Mistero: per quale motivo andare alle manifestazioni con le bandiere della CGIL  (vedi foto), un'organizzazione sindacale che dovrebbe preoccuparsi escusivamente dei diritti di chi lavora in italia? Forse qualcuno dovrebbe preoccuparsi di piu' degli infortuni sul lavoro e non di problemi internazionali che non sono di propria competenza, o no?
postato da: diegobilli alle ore 14:10 | link | commenti (2)
categorie: politica, cronaca, polemica
sabato, 18 novembre 2006

Cattiva educazione, ragazzi cattivi

Ieri sera a Otto e Mezzo, la trasmissione condotta da Giuliano Ferrara, si e' discusso dei recenti atti di violenza giovanile avvenuti in una scuola di Torino. Partendo da fatti di cronoca analoghi piu' o meno recenti, si e' cercato di analizzare il fenomeno e le sue cause. I vari ospiti della trasmissione (politici, psicologi, giornalisti e conduttori televisivi) hanno espresso le loro opinioni in merito e  anche io vorrei condividere qualche osservazione personale.

Prima di tutto, il fenomeno del bullismo (a scuola, per strada, ecc...) non e' assolutamente recente ed esisteva anche quando i miei genitori andavano ancora alle elementari. Questa semplice e importante osservazione mi permette di affermare con abbastanza sicurezza che i fenomini di bullismo o violenga giovanile non sono un prodotto della societa' moderna intesa come societa' dei consumi, di mancanza di valori, ecc...

Molte persone (specialmente alcuni politici) sono affascinate dall'idea che i le cause dei mali della societa' moderna siano da ricercare nella societa' stessa (appunto consumistica e priva di valori) e che cambiando la societa' si puo' cambiare l'uomo.  Questa idea e' solo parzialmente vera, e purtroppo l'abitudine a  incolpare la societa' (i telefonini, la televisione commerciale,  l'interesse personale) ha raggiunto il paradosso.

Quando la popolazione italiana era piu' povera (negli anni quaranta e cinquanta)  si tendeva a cercare nella poverta' e  nella miseria le cause dei comportamenti violenti. Oggi che tutti abbiamo il telefonino e i pantaloni alla moda si incolpa il consumismo. E' palese quindi che sia la poverta' che la ricchezza non possono essere la causa prima della violenza tra i giovani.

Si potrebbe contestare queste conclusioni sostenendo che il fenomeno del bullismo e' oggi piu' frequente di quanto non fosse cinquant'anni fa. A questo rispondo che quello che oggi  manca quasi completamente sono i provvedimenti disciplinari. Tanto per fare un esempio, quando i nostri genitori andavano alle elementari  si poteva essere cacciati PER SEMPRE da qualsiasi scuola italiana  per atti di violenza come quelli avvenuti a Torino. Oggi una cosa del genere e' assolutamente impensabile per la maggioranza delle persone, e i risultati sono appunto sotto i nostri occhi.

Esistono bambini istintivamente piu' violenti di altri e bambini istintivamente piu' tranquilli, e non per colpa della societa'. Il vero problema e' la cattiva educazione. Il senso civico e il rispetto reciproco non sono comportamenti innati e non si possono auto-apprendere, devono essere insegnati.

Sono necessarie delle opportune dosi di disciplina e autorita' per  insegnarli ai bambini e questo raramente viene fatto. Secondo me sono due  le cause principali di questa mancanza.

In passato (e ancora oggi) si e' andati dicendo che bisognava  contestare l'autorita' (dei genitori, della scuola, del governo) in nome delle liberta' personali, in nome della Democrazia.  E' abbastanza frequente che una corrente di pensiero venga col tempo esasperata ed estremizzata e risultati del modo di pensare indicato poco prima sono visibili a tutti, tanto e' vero che durante la trasmissione di ieri sera qualcuno ha sostenuto, piu' o meno direttamente, la necessita' di una scuola piu' democratica. Ma cosa significa!? La democrazia non c'entra assolutamente nulla in questo caso. Il rispetto reciproco ci deve essere anche nelle scuole dei paesi dov'e' in vigore la monarchia o nei villaggi tribali. La Democrazia e' un mezzo, non un fine e non puo' essere idealizzata come il sistema migliore in assoluto, applicabile in tutti i casi. Democrazia significa che tutti esprimono la propria opinione alla pari.
Una persona che conosco che lavora coi bambini si e' sentita dire: "non puoi sgridarmi altrimenti ti denuncio!". Esattamente l'estremizzazione del modo di pensare che ho indicato. Chi mai avra' insegnato ad un bambino delle elementari una frase del genere? I genitori probabilmente.

Oggi c'e' poi la tendenza da parte dei genitori a comportarsi come "amici" dei propri figli. Questo comportamento non solo e' sbagliato, ma addirrittura vigliacco. Assumere un atteggiamento paritario e' piu' facile perche' significa non assumersi la responsabilita' di dire "NO". Il genitore non deve essere l'amico dei propri figli, ma l'esempio da seguire. Un esempio giusto e con molto buon senso, ma comunque un esempio.

In Francia qualcuno ha proposto una legge che prevede la revoca di sussidi e finanziamenti alle famiglie i cui ragazzi compiono atti vandalici o violenti. E' lo stesso principio di una multa molto salata e io sono abbastanza d'accordo con questa idea perche', anche se e' triste ammeterlo, ormai sembra che per obbligare la gente (i genitori) a fare il proprio dovere (banalmente dire ai figli di non fare casini), sia necessario andare a toccar loro il portafoglio.
postato da: diegobilli alle ore 11:52 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, cronaca